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Boccaccio e le letterature romanze tra Medioevo e Rinascimento. Atti del convegno internazionale (Firenze-Certaldo 19-20 maggio 2003-2004)

Alinea Editrice

Atti del Convegno Internazionale, Firenze - Certaldo, 19 maggio - 20 maggio 2003.
Atti del Convegno Internazionale, Firenze - Certaldo, 19 maggio - 20 maggio 2003.
A cura di Mazzoni Peruzzi S.
Testo Italiano e Francese.
Firenze, 2006; br., ill. b/n, cm 12x21,5.
(Carrefours / Medioevo. Testi & Ricerca. / Textes & Recherche. 2).

collana: Carrefours / Medioevo. Testi & Ricerca. / Textes & Recherche.

ISBN: 88-6055-049-1 - EAN13: 9788860550491

Soggetto: Archivistica, Bibliografia, Editoria,Arte Libraria (Carte, Mappe, Codici Miniati),Saggi (Arte o Architettura)

Periodo: 0-1000 (0-XI) Antico,1000-1400 (XII-XIV) Medioevo,1400-1800 (XV-XVIII) Rinascimento

Testo in: testi in  francese, italiano  testi in  francese, italiano  

Peso: 0.42 kg


Sintesi geniale di tradizione e innovazione, l'inventio del Boccaccio lancia un ardito ponte tra l'eredità medievale e un'aurorale modernità, tra corti aristocratiche e borghesia mercantile, spaziando in una dimensione sovranazionale non solo per il fondamentale apporto della cultura mediolatina, ma anche per la conoscenza diretta della letteratura volgare, soprattutto d'area galloromanza. Del resto, lo straordinario successo e la vasta diffusione fanno subito dell'opera del Certaldese un classico europeo. Questo volume, che raccoglie gli atti dei due convegni internazionali tenutisi tra Certaldo e Firenze nel maggio 2003 e 2004, vuol offrire, in una sintesi omogenea, i risultati degli studi più aggiornati sull'argomento. Dalle indagini sulle fonti e dalle ricerche sulla fortuna emerge un panorama articolato, che interessa in particolare la letteratura oitanica ma tocca anche l'area iberoromanza, in una partita doppia sempre aperta: Boccaccio attinge ai Romans d'Alexandre, al Dolopathos francese, ai Fabliaux, al Roman de la Rose, mentre a lui, divenuto in Francia oggetto di un culto iniziato già subito dopo la morte e documentato, ancora nel Cinquecento, dalle varie riscritture del Decameron, s'ispirano autori diversi per lingua e cultura come Christine de Pizan o il Gonçalo Fernandes Trancoso dei Contos e Hist"rias de Proveito e Exemplos. Valga, come eloquente testimonianza di quest'ammirazione paneuropea, il solenne Prologo dell'Heptaméron di Marguerite de Navarre: «Entre autres je croy qu'il n'y a nulle de vous qui n'ait leu les Cent Nouvelles de Jean Bocace, nouvellement traduictes d'Italien en François: desquelles le Roy treschrestien François premier de ce nom, monseigneur le Daulphin, ma dame la Daulphine, ma dame Marguerite ont faict tant de cas, que si Bocace du lieu où il estoit les eust peu ouïr, il eust deu resusciter à la louenge de telles personnes».

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